Santuario di San Romedio
- Cinque chiese sovrapposte
- Scalinata di 131 gradini
- Recinto con orso bruno
Il Santuario di San Romedio sorge nel territorio di Predaia, al termine di una stretta valle laterale della Val di Non, non lontano da Sanzeno. L’eremo si sviluppa su uno sperone di roccia calcarea alto circa settanta metri, dove nel corso dei secoli sono state costruite chiese, cappelle ed edifici di accoglienza per i pellegrini. Qui la devozione per l’eremita Romedio si intreccia con una leggenda molto nota, quella dell’orso che lo avrebbe accompagnato fino a Trento. Oggi il santuario è uno dei luoghi religiosi più visitati della zona e mantiene un’atmosfera raccolta, fatta di pietra, legno e passi lenti lungo la ripida scalinata che collega i vari livelli del complesso.
Storia e descrizione
Il Santuario di San Romedio nasce attorno alla figura di Romedio di Thaur, nobile bavarese che, secondo la tradizione, nel IV-V secolo lasciò i suoi beni alla Chiesa e si ritirò come eremita in alcune grotte della Val di Non. Dopo la sua morte, la tomba scavata nella roccia divenne meta di pellegrinaggi e, attorno all’anno Mille, fu costruita la prima piccola chiesa sulla sommità della rupe.
Nel tempo, il complesso si è ampliato con nuove cappelle e chiese, sostenute dalla devozione popolare e da importanti famiglie locali. Oggi si contano cinque chiese principali, unite da una scalinata coperta di 131 gradini, affiancata da ex voto e da edicole della Passione. L’insieme appare quasi incastrato nella roccia, con tetti, campanili e terrazze che seguono la forma dello sperone.
All’interno si incontrano elementi romanici, gotici e barocchi: affreschi con santi e scene bibliche, pale d’altare lignee, cappelle votive e ambienti un tempo destinati all’ospitalità dei pellegrini. Alla base del santuario, accanto al torrente, si trova il recinto faunistico dell’orso, che richiama l’episodio più noto della leggenda di San Romedio.
Cosa vedere
La chiesa antica e il sacello di San Romedio
Il punto più alto del complesso è la chiesa antica, costruita sulla tomba dell’eremita. Vi si accede dopo aver salito tutta la scalinata, attraversando un portale di gusto romanico. All’interno, in un piccolo sacello protetto da grate, sono conservate le reliquie del santo, che rappresentano il cuore spirituale del santuario. Le pareti ospitano resti di affreschi medievali, con la Madonna, l’Ultima Cena, angeli e figure di santi. L’ambiente è semplice, raccolto, e invita a sostare in silenzio, anche solo per osservare i dettagli pittorici sopravvissuti ai secoli.
La chiesa maggiore di San Romedio
Poco più in basso si trova la chiesa maggiore di San Romedio, edificata nel Cinquecento dai conti Thun. È l’aula più ampia del complesso e accoglie molti pellegrini durante le celebrazioni. L’altare barocco in legno, riccamente lavorato, ospita una grande pala che raffigura il santo con l’orso al guinzaglio, circondato da altre figure. Sulle pareti compaiono gli apostoli e alcune scene mariane, come l’Annunciazione e l’Assunzione. Dalle finestre si scorgono scorci sulla gola sottostante e sui boschi, che fanno da quinta naturale al santuario.
Le cappelle di San Michele e San Giorgio
Lungo la scalinata che sale verso la sommità incontrerai due cappelle molto significative. La chiesa di San Michele, in stile tardo gotico, mostra una volta a botte decorata e un altare barocco con una pala dell’Arcangelo che sconfigge il male. Le pareti sono ornate da affreschi e iscrizioni che raccontano la devozione di nobili e religiosi legati a questo luogo.
Più in basso, la cappella di San Giorgio segna uno dei primi livelli dell’eremo. Il piccolo altare dipinto e gli stemmi sulle pareti ricordano il sostegno delle famiglie che contribuirono alla crescita del santuario. Da qui si percepisce bene l’andamento verticale del complesso, con tetti e muri che sembrano emergere direttamente dalla roccia.
La cappella dell’Addolorata e gli ex voto
All’ingresso, affacciata sul cortile, si trova la cappella dell’Addolorata, costruita nel primo Novecento come ringraziamento per il ritorno della pace dopo la Grande Guerra. L’interno custodisce un altare in legno policromo e alcune opere devozionali. Salendo i gradini, lungo le pareti della scalinata coperta noterai numerosi ex voto: tavolette dipinte, fotografie, oggetti legati a incidenti o guarigioni. Sono testimonianze di richieste e ringraziamenti, che raccontano come questo luogo sia stato, per secoli, riferimento per chi cercava aiuto o conforto.
Il recinto dell’orso Bruno
Alla base del santuario, poco prima di iniziare la salita, si trova il recinto faunistico dell’orso bruno. Dal 1958 qui vengono accolti esemplari che non possono più vivere in libertà, spesso provenienti da circhi o detenzioni illegali. Oggi l’ospite è Bruno, un orso dei Carpazi trasferito dopo una lunga permanenza in cattività. Il recinto, ombreggiato dagli alberi e attraversato da un corso d’acqua, permette di osservare l’animale da una terrazza esterna, senza disturbarlo. Il collegamento con la leggenda di San Romedio rende questa presenza particolarmente significativa, soprattutto per i visitatori più giovani.
Informazioni pratiche
Orari di apertura
Il Santuario di San Romedio è aperto tutto l’anno con orari variabili a seconda della stagione. Indicativamente:
- da ottobre ad aprile: 9:00 – 17:30
- maggio, giugno e settembre: 9:00 – 18:00
- luglio e agosto: 8:30 – 19:00
Gli orari delle Sante Messe cambiano in base al periodo; in genere la domenica sono previste celebrazioni al mattino. Per aggiornamenti su messe, aperture straordinarie e eventuali variazioni è consigliabile consultare i canali informativi locali o il sito dedicato al santuario.
L’accesso al complesso è gratuito; eventuali offerte vengono utilizzate per la manutenzione del luogo.
Biglietti e servizi
L’ingresso al santuario non prevede biglietto di entrata. Alcuni spazi, come il piccolo museo e il punto ristoro alla base del complesso, possono avere orari propri, concentrati soprattutto nella stagione turistica.
In alcuni periodi dell’anno sono organizzate visite guidate su prenotazione, utili per comprendere meglio la storia delle chiese, gli affreschi e la figura di San Romedio. Per informazioni dettagliate puoi rivolgerti all’ufficio turistico della Val di Non o ai recapiti indicati per il santuario.
All’interno del complesso non sono ammessi cani. Per i bambini molto piccoli è preferibile utilizzare lo zaino porta-bimbo, perché la lunga scalinata rende scomodo l’uso del passeggino.
Parcheggio
Se arrivi in auto, una stretta strada asfaltata parte dalla piazza di Sanzeno e segue la gola per circa tre chilometri fino al parcheggio ai piedi del santuario. Da qui ti aspettano pochi minuti di salita a piedi lungo l’antica via acciottolata.
Nei periodi di maggiore afflusso, soprattutto in estate e durante la festa di San Romedio del 15 gennaio, la strada può essere soggetta a limitazioni. In queste occasioni viene spesso attivato un servizio navetta da Sanzeno: lasci l’auto nel paese e prosegui con il bus fino all’area di sosta vicino al santuario.
Altre possibilità di parcheggio si trovano presso il Museo Retico di Sanzeno, punto di partenza del sentiero nella roccia, e nella zona dei laghi di Coredo e Tavon, collegati al santuario da un bel percorso nel bosco.
Come arrivare
In auto
- Autostrada A22, uscita San Michele all’Adige o Trento Nord.
- Segui la statale per la Val di Non in direzione Cles.
- All’altezza di Dermulo svolta verso Sanzeno.
- Dalla piazza di Sanzeno imbocca la strada indicata per il Santuario di San Romedio, che conduce al parcheggio in fondo alla gola.
Con i mezzi pubblici
- Treno Trento–Val di Non fino a Dermulo.
- Da Dermulo autobus di linea per Sanzeno.
- Nei periodi di alta affluenza può essere attiva una navetta da Sanzeno al santuario.
A piedi
Per chi preferisce camminare, esistono diversi itinerari segnalati:
- Sentiero nella roccia da Sanzeno: parte dal Museo Retico e segue il tracciato di un antico canale irriguo scavato nella parete della gola. È quasi tutto pianeggiante, protetto da parapetti in legno. In alcuni punti la volta rocciosa è bassa e richiede attenzione. Il sentiero viene chiuso in inverno in caso di ghiaccio.
- Da Coredo attraverso i laghi: un percorso che costeggia i laghi di Coredo e Tavon, entra nel bosco e raggiunge il santuario in circa tre quarti d’ora.
- Da Don: il sentiero numero 539 scende dai boschi dell’altopiano e porta al santuario in circa un’ora.
Prima di metterti in cammino verifica sempre lo stato dei tracciati, soprattutto nei mesi più freddi.